Restauri

Modena

Un fitta collaborazione si è attivata con il nuovo Museo Diocesano e Benedettino Nonantolano che, nato  in sinergia operativa con la Soprintendenza,  si è istituito a Nonantola per il Giubileo del 2000, sommando  le opere provenienti dall'Abbazia romanica (Michele di Matteo, Ludovico Carracci e gli oggetti liturgici medievali del Tesoro) a quelle del territorio diocesano. La riscoperta (2002) degli sciamiti del basso medioevo ed il loro restauro, assunto da questa Soprintendenza e finito nel 2008, pone il Museo di Nonantola al centro di un interesse e di una aspettativa scientifica non solo italiana, ma internazionale.

Alla notevole attività di tutela che si è potuta attuare nel corso degli ultimi due decenni dello scorso secolo, è subentrato un lento e progressivo calo delle risorse, fino al loro totale annullamento nel 2009. Gli ultimi restauri considerevoli con affidamento ministeriale sono stati quelli della Cappella Bellincini in Duomo (con il Giudizio Universale di Cristoforo da Lendinara) e della loggia inferiore del pontile dei Campionesi.

La conoscenza capillare del territorio ha inoltre portato alla sorprendente scoperta di una serie di statue di Antonio Begarelli in una chiesa appartata del comune di Pavullo nel Frignano, ma l'importanza a livello nazionale di un loro recupero non è valsa ad ottenere il finanziamento per concludere un intervento già avviato.

È subentrato, negli ultimi tempi, per la tutela attiva il sostegno dei Comitati parrocchiali, ma questi sono mossi più da ragioni affettive e devote che da scopi di conservazione del patrimonio.  

Di recente ha movimentato il rallentamento finanziario della Soprintendenza una Fondazione privata modenese che si è assunta l'onere del restauro di due arazzi del Museo del Tesoro del Duomo (Maestro della marca geometrica). È questa destinazione di mezzi che punta alla massima valorizzazione del sito UNESCO.


Reggio Emilia

Si registra tuttavia negli ultimi anni un calo notevole dei finanziamenti statali, che ha rallentato e quasi annullato l'attività di iniziativa e di programmazione della Soprintendenza nel territorio reggiano, i cui compiti di controllo e di direzione lavori sono sorretti dagli Enti locali e da quelli ecclesiastici (si ricordano l'importante cantiere della Rocca di Scandiano per il recupero delle decorazioni parietali di Nicolò dell'Abate ritrovate sotto lo scialbo, attivato dal Comune di Scandiano, il restauro del fregio di Lelio Orsi a Querciola di Viano, promosso dagli Enti locali, il restauro della facciata del palazzo Fossa a Reggio Emilia, reso possibile da finanziamenti di un istituto bancario).