Compiti istituzionali

Compiti istituzionali della Soprintendenza
secondo il Codice dei beni culturali e del paesaggio (D.l.vo 22 gennaio 2004 n. 42).

Il principale obiettivo che la Soprintendenza si pone è quello della tutela del patrimonio culturale mobile del territorio di competenza. La tutela si concretizza in un insieme di funzioni e attività mirate, "sulla base di un'adeguata attività conoscitiva, ad individuare i beni costituenti il patrimonio culturale e a garantirne la protezione e la conservazione per fini di pubblica fruizione" (art. 3).
Sono beni culturali "le cose immobili e mobili che, ai sensi degli articoli 10 e 11, presentano interesse artistico, storico, archeologico, etnoantropologico,archivistico e bibliografico" (art. 2).
L'esercizio della tutela quindi si attua, seguendo la definizione data, attraverso alcune principali linee guida che a loro volta si suddividono e concretizzano in un ampio ventaglio di attività.

I - TUTELA
1) Individuazione del patrimonio
a) Catalogazione
corrisponde alla fondamentale "attività conoscitiva" che sta alla base di ogni programma di tutela. Attraverso la catalogazione dei beni culturali sia pubblici che privati esistenti sul territorio la Soprintendenza è in grado di conoscere il patrimonio di competenza e quindi l'oggetto della tutela, i luoghi di origine e lo stato conservativo degli stessi (art. 17)
b) Verifica del bene culturale
Si tratta del procedimento di individuazione e accertamento dell'interesse culturale di un bene che si attua in conformità con i criteri e gli indirizzi forniti dal Ministero attraverso propri decreti ( art. 12).
c) Dichiarazione dell'interesse culturale
Il procedimento di dichiarazione può seguire l'attività di verifica, nel senso che non sempre alla verifica segue la dichiarazione: riscontrata la necessaria valenza "culturale"del bene, il Soprintendente avvia il procedimento di dichiarazione dell'interesse culturale.
La dichiarazione non è prevista per i beni cui all'art. 10 comma 2, cioè per i beni culturali di proprietà pubblica.
d) Notifica della dichiarazione
Fa parte integrante del procedimento di dichiarazione: l'Amministrazione, congiuntamente all'avvio del procedimento di dichiarazione, ne dà notizia cioè lo "notifica" al proprietario, possessore, detentore del bene, tramite raccomandata con avviso di ricevimento.

2) Interventi di protezione
Una volta identificato l'oggetto della tutela, segue un insieme di misure volte a proteggere e conservare il bene:
a) Vigilanza e ispezione
E' tra i compiti della Soprintendenza compiere sopralluoghi per verificare l'esistenza e lo stato conservativo dei beni sottoposti a tutela (artt. 18-19).
b) Interventi vietati e interventi sottoposti ad autorizzazione
I primi sono quelli che potrebbero portare alla distruzione o danneggiamento del bene (art. 20).
L'autorizzazione ministeriale diventa necessaria nei casi di demolizione, spostamento, restauro (art. 31), partecipazione a mostre (art. 48), alienazione del bene o smembramento di collezioni (art.56). L'autorizzazione viene resa su progetto o, se sufficiente, su semplice descrizione tecnica dell'intervento fornita dal proprietario (art. 21).
Nei casi di assoluta urgenza possono essere anticipati gli interventi provvisori per evitare danno al bene, con tempestiva comunicazione all'Istituto di tutela (art. 27).

3) Misure conservative
Il Codice considera assicurata la conservazione attraverso "una coerente, coordinata e programmata attività di studio, prevenzione, manutenzione e restauro" (art. 29). Innovativa l'introduzione dei tre differenti ambiti della conservazione:
La prevenzione è costituita dall'insieme di attività tese a limitare le situazioni di rischio del bene.
La manutenzione interviene invece nel controllo delle condizioni materiali e ambientali del bene al fine di mantenerne l'identità e cioè l'integrità e l'efficienza funzionale.
Il restauro è considerato l'intervento estremo nei confronti del bene, quando per la sua salvaguardia non è più sufficiente garantire le precedenti azioni. In questo caso s'interviene direttamente sulla materia costitutiva dell'opera con operazioni volte al recupero della sua integrità fisica (art. 29).
a) Obblighi conservativi
Interventi conservativi imposti: ogni proprietario, sia pubblico che privato, ha degli obblighi conservativi nei confronti del bene che custodisce (art. 30): tali obblighi possono essere assolti in forma volontaria (art. 31) o imposta (artt. 32-33-34).
Il Ministero può concorrere fino alla metà della spesa sostenuta dal proprietario (artt. 35-36-37-38).
b) Custodia coattiva
Il Soprintendente può custodire temporaneamente un bene per migliorarne la sicurezza o la conservazione (art. 43).
c) Comodato o deposito dei beni culturali
Gli Istituti di tutela che hanno in amministrazione raccolte o collezioni artistiche possono ricevere da privati beni culturali per consentirne maggior fruibilità e sicurezza (art. 44).

4) Circolazione in ambito nazionale
Un altro importante aspetto dell'attività di tutela è costituito dall'insieme di norme che regolano la circolazione dei beni in ambito nazionale e internazionale.
a) Alienazione e denuncia di trasferimento
I beni culturali appartenenti allo Stato, Regioni e altri enti pubblici territoriali sono inalienabili fino a quando non sia per essi subentrata la verifica negativa con conseguente sdemanializzazione del bene (artt. 12 comma 5; 53, 54); negli altri casi l'alienazione di un bene culturale è sottoposto ad autorizzazione ministeriale (artt. 56, 57).
Il trasferimento di proprietà o detenzione del bene deve essere denunciato al Ministero.
b) Prelazione
Il Soprintendente ha facoltà di acquistare in via di prelazione un bene culturale alienato allo stesso prezzo stabilito per contratto di vendita (artt. 60 -61 -62).
c) Commercio
Obbligo di denuncia e attestati di autenticità: sono le obbligazioni che gravano sul commercio di opere d'arte. (artt. 63, 64).

5) Circolazione in ambito internazionale
a) Restituzione dei beni culturali illecitamente usciti dal territorio
Riguarda un'importante attività di difesa del patrimonio nazionale svolto dalle Soprintendenze contro l'uscita illegale di beni pubblici e privati (da art. 75 ad art. 87).

II - FRUIZIONE E VALORIZZAZIONE
Rientra nei compiti della Soprintendenza assicurare la fruizione dei beni culturali del territorio di competenza attraverso una adeguata politica di valorizzazione, in collaborazione con la Regione e gli altri enti territoriali.
La valorizzazione prevede articolate forme di attività e un ampio concorso di enti pubblici, come le scuole e le Università. Può essere a gestione diretta, svolta cioè direttamente dall'amministrazione competente, o indiretta, tramite contratto di concessione a terzi.
Rientra nel tema della valorizzazione l'attività dei servizi aggiuntivi presenti nei luoghi e istituti di cultura (art. 117), la diffusione della conoscenza del patrimonio culturale nelle scuole ( art. 119), la promozione di attività di studio e ricerca (art. 118) nonché la sponsorizzazione di beni culturali e gli accordi con istituti bancari (artt. 120, 121).